COME VOLEVASI DIMOSTRARE

Sono italianissimi. Sono di buona famiglia. Sono nazisti. Sono ricercati per quello che tutt’ora è il tentato (speriamo rimanga tale) omicidio di Nicola Tommasoli, il ragazzo di 29 anni ridotto in fin di vita a Verona la sera del 1 maggio per ESSERSI RIFIUTATO DI OFFRIRE UNA SIGARETTA!
Uno di loro ha confessato: è un ultrà nazista di diciannove anni. Uno che va al liceo classico, ha provato a buttare lì il suo avvocato, come se questo cambiasse qualcosa.
Il giovane fa parte di un gruppo, vicino al veneto fronte skinhead, che si è reso protagonista, tra il 2006 e il 2007, di almeno una dozzina di aggressioni in città:
“Uno delle loro attività principali è «la caccia al diverso». È infatti emerso che le vittime della banda non erano solo extracomunitari ma tutti coloro che in qualche modo venivano visti come non omologabili con le loro idee. A conferma di ciò, le indagini avevano consentito di accertare violenze nei confronti di un giovane che indossava una felpa del Lecce e di due ragazzi appartenenti al centro sociale Chimica, aggrediti a colpi di spranga. Ancora, la banda sarebbe stata responsabile di un'aggressione ad un giovane seduto sulle scalinate di piazza Erbe, colpevole di danneggiare l'immagine di Verona «città di classe” (L’Unità on-line)
Hanno impostato tutta la campagna elettorale sulla “sicurezza”. Lo staff di Alemanno telefonava alle elettrici e, se queste si dichiaravano per Rutelli, le incalzava aggiungendo: “ma come, non ha paura di essere violentata?” È tutta colpa degli extra comunitari” avevano detto; “è tutta colpa della sinistra buonista che li ha fatti entrare” avevano precisato. Delle violenze fasciste non si parlava. Nemmeno una parola sulle aggressioni squadriste del famigerato Cioccoblocco studentesco che, capeggiato da nazisti adulti, fa proselitismo nelle scuole a suon di pestaggi e intimidazioni. Il recentissimo raid fascista al circolo di cultura omosessuale Mario Mieli derubricato a goliardata: so’ragazzi! Le braccia tese per Alemanno al Campidoglio, il grido “duce, duce!” nei caroselli dei tassisti romani, lo sfregio alla lapide delle Fosse Ardeatine, tutte bazzecole rispetto alla feroce e dilagante ondata di violenza degli extracomunitari, degli zingari, dei “bingo-bongo”.
Per fortuna però, adesso hanno vinto loro. Adesso cacciano tutti. L’Italia agli italiani! Noi, invece, lo sappiamo chi sono i veri violenti; noi, molto più modestamente, prevedevamo un’ondata di crimini a sfondo xenofobo di stampo fascista, legittimati dalla situazione di tensione creata ad arte dai media della destra e scopo elettorale. Purtroppo avevamo ragione. Chissà se i genitori del povero Nicola saranno consolati dal fatto che a ridurre il figlio in quelle condizioni è stata una banda di padani doc, con tanto di ray-ban e scarpette della Etnies. Almeno i criminali stranieri li puoi accompagnare alla frontiera; questi invece dove li porti? Noi un’idea ce l’avremmo: in galera (possibilmente in cella con diversi omaccioni di colore, gay e di religione islamica, meglio se superdotati) per il resto della loro vita, a meditare sulla loro idiozia.
Il villaggio di Asterix.

Non ce l'hanno fatta.
"Non succede che non succede, ma se succede..." recitava un banner sul loro sito.
Ebbene, non è successo.
La lista chiavica Sciolgo Tivoli non becca neanche un seggio. Gli in-camerati hanno fallito il tentativo di campare a spese dello stato pure loro. Dovranno trovarsi un lavoro vero.
Non ha successo il tentativo estremo del candidato sindaco del popolo della libertà vigilata Napoleoni, il quale ha raschiato la parte destra del barile elettorale, prendendo a noleggio, per l'occasione, i nazisti dichiarati della comunità millantante tiburtina; Napoleoni, ennesima ipostasi locale di Berlusca, uno che non vede l'ora di invecchiare per farsi il lifting, dovrà aspettare cinque anni prima di riprovare ad accedere pure lui alla tavola imbandita degli appalti e dei lavori pubblici, già da due lustri in mano alla sinistra.
Non ce la fa neanche Ettore Sacra Famiglia Tirrò, quello che si è fatto fotografare per i manifesti con la camicia nera e l'espressione mistica da pastorello di Fatima.
Intendiamoci, quanto accaduto a Tivoli non rivela altro che il prevalere, almeno a livello locale, delle logiche clientelari sull'ubriacatura berlusconiana; le amministrative, è risaputo, sono il regno del "tengo famiglia".
La banda Vincenzi non sarà il massimo, ma un assessore nazista non ce lo meritavamo! Tra la padella e la brace, preferisco comunque la padella. Tra il PD e la PDue scelgo il primo, per non dover ricorrere, un domani, alla P38. Turandoci il naso, e diversi altri orifizi che non conviene nominare, li abbiamo votati anche stavolta: ma gliela faremo pagare, come recitava un vecchio slogan.
Napoleoni ha girato la città in lungo e in largo per settimane, scortato da decurie di pretoriani nazisti che cercava di spacciare per ragazzi per bene, impegnati nel sociale, moderati, non violenti. Anche domenica, già dalle prime ore, squadracce di in-camerati impettiti presidiavano i seggi, avendo reclutato per l'occasione qualche fichetta pariolina del Café Bon-bon, in cerca di emozioni forti perché a corto di cocaina. Quando entri nella cabina, dopo aver visto un simile spettacolo, anche se sai già come andrà a finire, cerchi disperatamente sulla scheda una falcettina, magari pure senza martello, una Democrazia Proletaria d'annata, un Partito D'Azione, qualcosa che sappia almeno un po' di antifascismo. Non lo trovi, e fai una croce senza guardare su quello che pensi ci si avvicini di più. E' come quando da ragazzino prometti a te stesso che non ti farai mai più una sega e poi ci ricaschi puntualmente.
Però poi ti svegli e l'Italia è di Berlusconi, il duce-in-nuce, col suo carrozzone di nani e ballerine, bancarottieri, mafiosi, bancarottieri mafiosi. E allora perfino Giuseppe Baisi ti sembra bello come Richard Gere.
Oggi sono io che scelgo Tivoli.
Venus in farsa.

Da Repubblica.it, 31/03/2008.
“Giochi pericolosi per Max Mosley. Il presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile (Fia) appare in un video sadomaso di cinque ore: gioca a fare il comandante nazista che infligge torture ad alcune donne, vestite con tute a strisce bianche e nere che ricordano molto quelle usate dai detenuti ebrei nei campi di concentramento[…]
In alcuni estratti del filmato diffuso dal tabloid, Mosley, 67 anni, dà ordini in tedesco a due ragazze e conta le frustate inflitte mentre altre donne, vestite con uniformi che ricordano quelle dell'esercito nazista, osservano in silenzio. Prima di infierire sulle giovani, il numero uno della Fia, si sottopone allo stesso trattamento. Nudo, si fa ispezionare i genitali da una donna-kapò, esaminare i capelli (per vedere se ha i pidocchi), poi, legato con le catene alla panca della tortura, chiede pietà mentre la finta guardia gli frusta il sedere[…]
Il boss della Fia è il quarto figlio di sir Oswald Mosley, fondatore del British Union of fascists, una formazione politica di estrema destra che negli anni Trenta fu alleata del partito di Benito Mussolini. Sir Mosley, morto nel 1980, fu anche amico personale di Adolf Hitler e Joseph Goebbels (nella cui casa si celebrarono le sue seconde nozze)[…]
67 anni, sposato e con due figli adulti, Mosley viene descritto dal 'News of the World' come un "pervertito sessuale sadomasochista"…”


Finalmente una buona notizia. Michel “Micha” Seifert, il boia di Bolzano, è stato estradato in Italia dal Canada, paese nel quale si era rifugiato, con documenti falsi, per evitare di rispondere dei crimini e le atrocità commesse nei lager di Fossoli e Bolzano. Per tali crimini, Seifert è stato riconosciuto colpevole nel 2000 dal Tribunale Militare di Verona e condannato all'ergastolo.
Le testimonianze dei sopravvissuti al campo di Bolzano sono agghiaccianti: potete farvene un'idea leggendo il testo integrale del libro “Anche a volerlo raccontare è impossibile” (a cura di G.Mezzalira e C.Villani) disponibile presso questo link:
http://www.anpi.it/libri
Micha è ultraottantenne: ha vissuto in pace e tranquillità fino a adesso. Quelli che ha torturato e ucciso non sono stati così fortunati. Anche se ora è solo un vecchio, perseguirlo ed acciuffarlo prima che crepasse era importantissimo, perché ci rammenta che i crimini dei nazisti, al contrario di quelli di Berlusconi e Andreotti, non cadono in prescrizione e che, se anche quelli del “Partito Democratico” dimenticano, i veri antifascisti ricordano.
Si dice che chi muore giovane è caro agli dei: ciò spiega perché Seifert è arrivato quasi a 90 anni. Tuttavia, volente o nolente, prima o poi il padre eterno se lo dovrà riprendere. Siamo certi che, allora, Micha avrà un bel funerale cattolico con tutti i crismi, come lo hanno avuto Pinochet e (notizia di questi giorni) il boss mafioso Michele Greco, al quale hanno dato l'estremo saluto circa 200 persone, con tanto di messa cantata con organo. Alla faccia di quel “laicista” di Piergiorgio Welby.
Per leggere l'articolo di Repubblica.it vedi:
Comunità Millantante Tiburtina.
Quelli che la faccia ce la mettono.
Il nuovo intervento postato dopo parecchi mesi di silenzio è stato scritto qualche tempo fa e pubblicato con ritardo, quindi va aggiornato: la situazione, fino a qualche mese fa, era effettivamente quella descritta nell'articolo, ma adesso bisogna fare ammenda con i fasci, perché il loro sito (www.comunitamilitantetiburtina
L'esistenza del nostro blog, ormai l'avrete capito, indispone parecchio i fascisti tiburtini, i quali non fanno che sminuirlo e vituperarlo in ogni modo possibile e, tuttavia, sono sempre qui a leggere e a rispondere ai post. Ragazzo fascista, ragazza fascista, cittadino fascista (complimenti per l'ossimoro), studente (sic!) fascista: ogni singolo post trabocca di commenti con in calce simili, improbabili “firme”. Segno che il culo gli rode.
La principale accusa che ci viene rivolta è quella di restare anonimi, il che impedisce ai nobili fasci di individuare i responsabili e di risolvere la questione a modo loro: col manganello.
Essi, gli Eroi Fascisti, per contra, non hanno tema di affrontare il nemico a fronte levata, col volto scoperto; non si sottraggono alla pugna celando, con pavida codardia, le loro generalità e trincerandosi dietro l'anonimato. Essi, indifferenti e sprezzanti del periglio, oppongono fieri il petto ignudo alla protervia nemica, valorosi virgulti dell'Italica Stirpe, che di nulla si vergognano se non di voltare le spalle alla battaglia che infuria.
Poi vai a vedere il sito e che cazzo scopri? Che non c'è un nome che è uno. È un monumento ad una nuova figura patriottica: il Militante Ignoto.
La cosa più divertente, tuttavia, sono le foto. A parte il clima da pasquetta a Santa Balbina che trasuda da esse, tutte le targhe dei veicoli immortalati e, cosa più significativa, le facce dei militanti, sono coperte con delle strisce o tondi neri, come quelle di Erika e Omar nei servizi dei Tg sui fatti di Novi Ligure.
Le ipotesi sono due:
a). Quelle sono effettivamente le loro facce, solo che non hanno i lineamenti perché sono come il culo.
b). Hanno guardato tutti la videocassetta assassina di “The Ring”. Se è così, tempo una settimanata, ci pensa Samara.
Non vorremmo neanche prendere in considerazione una terza ipotesi, cioè che i fasci abbiano ritoccato le istantanee col “Fotonegozio X.I” per rendere irriconoscibili le loro facce. Loro, si sa, la faccia ce la mettono.
Il sito, tra l'altro, è aperto al confronto e accetta contributi, anche critici, che lo alimentino: come si legge nelle“controindicazioni” sull'HP, infatti, chi “non è d'accordo con le nostre tesi è liberissimo di lasciare queste pagine”. Se non ti sta bene, quella è la porta.
Noi illiberali antifascisti demodés di questo blog, degno erede della Pravda moscovita, continuiamo ad ospitare i vaniloqui dei fasci. Se non altro perché spiegano, meglio di qualunque cosa potremmo scrivere noi, chi sono veramente gli individui che abbiamo davanti.
Noi riceviamo valanghe di insulti e di stronzate che non ci turbano, anzi, ci fanno piacere. Segno che la medicina fa effetto. Sul sito dei fasci, invece, si legge che “qualunque intimidazione o uso improprio dell'indirizzo e-mail” sarà perseguito a norma di legge.
Inoltre, sempre sulla HP, si specifica che “…Il materiale inserito non è razzista o di incitamento all'odio, né vuole perseguire tale scopo…” Explicatio non petita, accusatio manifesta: infatti, ciccando sul link “officina janus”, si possono vedere, riprodotti su legno, gli stemmi di alcune pie associazioni caritatevoli, tra i quali spicca quello degli Afrikakorps di Rommel, con tanto di palma e svasticona.
Andate a vedere le foto, dunque, ma state attenti! Come recitano le avvertenze, esse sono per “uso personale”, quindi occhio alla modica quantità e, per carità, non le spacciate!




ROMA CITTA´ APERTA RIFIUTA I FASCISTI
Giovedì 28 giugno, un gruppo di fascisti, armati di bastoni, bottiglie,
coltelli e bombe carta, ha assaltato la manifestazione dell´estate
romana "Roma incontra il mondo", alla fine del concerto della Banda
Bassotti. Un raid durato 25 minuti che ha lasciato per terra decine di
contusi e feriti da arma da taglio; uno di questi ha ricevuto 9
coltellate, di cui alcune sulla schiena profonde sette centimetri. Solo
la prontezza degli organizzatori ha evitato una mattanza più grande. E´
chiaro, volevano il morto.
A distanza di una settimana, nessuno degli aggressori è stato
riconosciuto, denunciato o fermato; i carabinieri hanno pensato bene
invece di fermare e rinviare a giudizio per lesioni, resistenza e
danneggiamento, quattro spettatori aggrediti dalla squadraccia
fascista. Venerdì 6, alle 9, è prevista l´udienza del processo: saremo
a piazzale Clodio per contrastare e denunciare questa ennesima vergogna
e ricordare alla città chi sono questi fascisti.
Sono gli stessi fascisti che da diversi anni hanno costruito una
campagna d´odio e di terrore fatta di intimidazioni, aggressioni,
coltellate e uccisioni, come quella di Renato Biagetti, ammazzato
all´uscita di una discoteca a Focene.
Sono gli stessi fascisti che prima speculano sulle questioni sociali,
provando a inventarsi finte occupazioni abitative o miserabili copie
dei centri sociali, e poi si candidano con la destra liberista, bigotta
e poliziesca di Berlusconi, Fini e Casini.
Sono gli stessi fascisti sdoganati e riconosciuti dalla politica di
equidistanza del sindaco Veltroni, che cancella la memoria della
violenza squadrista e assegna spazi pubblici ai neofascisti di Foro753
e Associazione fratelli Mattei.
Sono gli stessi fascisti lusingati e sdoganati dal revisionismo delle
ex sinistre e dagli epigoni della non violenza.
Roma rifiuta i fascisti. E lo dimostrerà sabato 7 luglio, con una
grande manifestazione pacifica e di massa, plurale e radicalmente
antifascista, sonora e comunicativa, per dire a tutta la città che non
esistono zone franche, per affermare la libertà di movimento e il
diritto di resistenza davanti al terrore di poche decine di vigliacchi,
da sempre al servizio dei poteri forti. Invitiamo quindi le
associazioni, i comitati, i centri sociali, le forze politiche, i
sindacati e tutta la Roma democratica e antifascista a partecipare a
questa grande giornata di libertà.
Partenza alle ore 16 da piazza S.Emerenziana e conclusione a piazza
Vescovio.
Nessuno spazio ai fascisti
Nessuna equidistanza
Verità e giustizia per Carlo, Dax e Renato
Promuovono:
Ram (rete antifascista metropolitana); radio onda rossa; radio città
aperta; centri sociali ex snia viscosa, la torre, forte prenestino, ex
51, acrobax, corto circuito, la strada, 32, spartaco, factory,
laurentino occupato, strike, astra19, horus occupato, esc, i
po´,..........,
coordinamento degli studenti medi
ELENCO DELLE PROSSIME INIZIATIVE
GIOVEDI 5 LUGLIO *La verità non si cancella * *ore 11 conferenza stampa
sotto al Ministero dell´Interno (P.zza dell'Esquilino)*
*dalle 11.00 alle 15.00* Sit-in per chiedere verità e giustizia per i
casi di Carlo Giuliani, Dax, Federico Aldrovandi e Renato e per
continuare a dire che non ci sarà nessuna giustizia senza verità.
VENERDI 6 LUGLIO *Presidio di solidarietà a P.zzale Clodio dalle ore
9:00* Presidio in solidarietà dei quattro ragazzi fermati ed arrestati
dopo l'aggressione fascista a Villa ADA che verranno giudicati per
direttissima solo perchè a fine concerto e dopo l'aggressione si sono
allontanati da soli passando in mezzo a gruppi di poliziotti e
carabinieri.
SABATO 14 LUGLIO *CONCERTO* "AMA LA MUSICA, ODIA IL FASCISMO"
*INIZIATIVA NAZIONALE "UN MURALES PER DAX E RENATO" * (luogo da
definirsi)