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sabato, 20 novembre 2004


 

 

 

Come promesso ecco a voi la seconda parte dello studio sul FASCIOPITECUS TIBURTINUS a cura del "Generale Giap".
Buona lettura!

Giunti ad una certa età, hanno compreso che per ottenere il rispetto della gente è più sbrigativo fare un paio d’anni di full contact piuttosto che tredici di scuola e chissà quanti di università. Il branco al suo interno appare rigidamente gerarchizzato e strutturato secondo un vago furherprinzip; le cure parentali sembrano essere piuttosto limitate. Infatti, mentre perfino nell’orango i genitori trattengono presso di sé i piccoli per più di un anno, onde trasmettergli il bagaglio di conoscenze proprie di quella specie, il cucciolo di fascius lascia la tana non appena apprende a fare il saluto romano: del resto, lui, non deve sapere, ma credere, obbedire e combattere. A tutto il resto, ci pensano i camerati: non è accertato se la mente (per usare un eufemismo) del gruppo sia quello che lavora ai mercati generali, l’imbianchino o uno dei tre “cocommerari” ma si spera che studi successivi riescano a chiarire la questione.

Veniamo al comportamento sessuale.

Il noto studioso Desmond Morris, nel suo celebre lavoro “La scimmia nuda” propone un’interessante ipotesi per spiegare per quale ragione le femmine di Homo sapiens siano le uniche, tra i primati, ad avere seni prominenti e labbra estroflesse: le gorillesse non hanno le tette ma allattano senza problemi. Secondo Morris, essendo l’uomo, diversamente da altri primati, passato all’accoppiamento frontale, la femmina della specie avrebbe riprodotto le proprie terga sulla parte anteriore del corpo per invitare il maschio all’accoppiamento nonostante l’approccio frontale. I seni, in sostanza, sarebbero imitazioni dei glutei e le labbra della bocca riprodurrebbero altre labbra che non occorre specificare.

Sembra incredibile, ma il fatto che anche il fascius si sia evoluto in tale direzione pare confermare siffatta teoria; il maschio della specie, infatti, nel disperato tentativo di attirare qualche femmina, ha riprodotto nella zona visibile del corpo, quelle fattezze che solitamente è costretto a nascondere con gli abiti, ed ha così sviluppato una faccia come il culo ed una gran testa di cazzo...


CONTINUA...




postato da: antifascio alle ore 03:24 | link | commenti (13)
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domenica, 14 novembre 2004

 

 

 

AGGIORNAMENTO ANTIFASCISTA

A breve la seconda parte dello studio sul FASCIOPITECUS TIBURTINUS a cura del "Generale Giap".
Per ora si segnala la comparsa di anomale scritte sui muri di Tivoli riportanti le seguenti diciture: FORZA UOVA e COMUNITA' PETULANTE TIBURTINA.
Si sollecitano gli addetti ai lavori per repentina ripulitura...in ogni senso...

MORTE AI FASCI E PIZZA PER TUTTI apparve qualche tempo fa su muri di altri tempi. Ne ricordiamo per sempre l'ilarità!

antifascimo ora e sempre!



postato da: antifascio alle ore 04:32 | link | commenti (11)
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venerdì, 05 novembre 2004


 

 

 

RETTIFICA DA PARTE DEL "GENERALE GIAP", OVVERO EX ANTROPOLOGO ANTIFASCISTA

Mi presento: sono l'autore del contributo sul fascius; ma dispiace dover contraddire il mio amico Antifascio ma in tutta onestà non mi si può definire antropologo, poiché se così fosse, studierei l'anthropos, ossia l'uomo, mentre mi pare di aver dimostrato che il fascius (per il quale da questo istante proporrei la denominazione di Fasciopitecus tiburtinus) non appartiene alla nostra specie. Del resto il confine tra l'uomo e la scimmia è piuttosto labile: pensate che l'essere umano e i più evoluti primati antropomorfi differiscono tra loro per appena il 2% del DNA. Orbene, tra il gorilla ed il fasciopiteco esiste una differenza ben superiore al 2% solo che, in tal caso, essa è a vantaggio del gorilla. Detto ciò, da questo momento in poi, prego il mio amico Antifascio di postare i miei interventi firmandoli col mio nome di battaglia che aggiungo in calce porgendovi i più distinti saluti antifascisti.

- Il Generale Giap -




postato da: antifascio alle ore 03:13 | link | commenti (1)
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mercoledì, 03 novembre 2004


 

 

 

COME PROMESSO NEI PRECEDENTI POST ECCO IN ESCLUSIVA PER VOI LA PRIMA PARTE DELLO STUDIO SUL "FASCIUS TIBURTINUS".
A cura dell' ANTROPOLOGO ANTIFASCISTA.

Proprio mentre la Moratti si accinge a cancellare il darwinismo dai libri di scuola, esso trova una conferma indiretta nella zona tiburtina. Il fatto che la specie umana si sia da tempo sottratta alla selezione naturale e che praticamente tutti i suoi membri abbiano accesso alla riproduzione, sta infatti determinando una devoluzione, un’evoluzione a ritroso verso la scimmia: ciò ha causato la comparsa di una nuova specie di primate antropomorfo, endemico della zona di Tivoli dalla quale prende nome, il fascius tiburtinus.

I fasci vivono in branco e, per quanto alcuni esemplari abbiano aspetto minaccioso, non vengono visti mai girare da soli; nonostante questa forma di socialità obbligata, essi non possiedono una forma di linguaggio articolato ma si esprimono per slogan e frasi fatte; il fascio, per sopravvivere aggredisce giovani compagni, omosessuali, punkabestia, barboni, no-global, avendo cura, da cacciatore di razza, di selezionare gli elementi più deboli ed indifesi di tali gruppi e di colpirli quando si allontanano dal grosso dei loro simili; da un’osservazione sommaria, si evince come esso, sebbene non sia in grado di fabbricare utensili, si serva di alcuni rozzi strumenti, come il manganello o la mazza, che evidentemente reperisce in giro per la città. Soltanto alcuni esemplari sono stati visti servirsi di armi da taglio ma è dimostrato che si tratta di individui isolati e solo occasionalmente aggregati al branco principale. Sebbene sia bipede e riesca a mantenere la stazione eretta, il fascius si sposta col noto passo dell’oca, non perché l’abbia mutuato dai nazisti ma in quanto il suo cervello, per dimensione, funzioni e capacità di elaborazione, ed il suo DNA in generale pare siano molto simile a quelli del simpatico pennuto da cortile; se l’abuso di alcol e varie altre sostanze stupefacenti, particolarmente diffuso specie trai membri anziani del branco, non ne danneggiasse inevitabilmente il fegato, si potrebbe allevarne alcuni in cattività rimpinzandoli di granaglie per ottenere dell’ottimo foie gras!
Il fascius marca quello che crede sia il suo territorio impregnandolo con la propria caratteristica, pungente puzza di merda: qualora intenda lasciare una traccia meno transitoria, si affida a rozzi graffiti nei quali tenta, con scarso successo, di riprodurre un idioma prossimo all’italiano non riuscendo ad evitare mostruosi errori d’ortografia. Qualche esempio: per il Lecce ai tanto gioito che il destino beffardo t’à punito (rivolta ai laziali, giugno ’99), ne USA ne Saddam, (quattro parole, di cui un acronimo ed un nome proprio, con ben due errori!). Badate bene: non si tratta di analfabetismo di ritorno perché essi non hanno mai fatto l’andata, cioè a leggere e scrivere non hanno imparato mai...


 

CONTINUA...





postato da: antifascio alle ore 03:07 | link | commenti (12)
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