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2 luglio 2004 - "Prima dell'annuale Gay-Pride, a Roma nei pressi del Colosseo, attivisti della Comunità Militante Tiburtina fingendosi impiegati della U.S.L., mettono di mattina i sigilli ad un famoso locale di lesbiche e froci."
(da: www.comunitamilitantetiburtina.org)
COSA E' LA "COMUNITA' MILITANTE TIBURTINA"?
Non saprei come definirla, se associazione, circolo culturale, dopolavoro, o semplicemente il solito tentativo di mascherare la più meschina e vergognosa loro vera faccia, ossia quella di neo-nazisti organizzati e ripugnanti.
Riporto quindi quello che tempo fa è apparso su Indymedia, una descrizione accurata di questo movimento risalendo fino alle sue origini.
RESTANO COMUNQUE FASCISTI DI MERDA, DA COMBATTERE E ANNULLARE.
da Indymedia:
- La nuova ondata dell’estrema destra nella zona di Tivoli, dopo quella degli anni ’70, risale all’inizio degli anni novanta. Oltre alla presenza di gruppi ultras laziali, da sempre fascisti ma poco inclini al lavoro politico, intorno al ’95 cominciano a comparire scritte razziste e xenofobe con la firma Tibur Skinhead. I Tibur Skinheads (T.S.) erano diretta emanazione dell’ex sede missina di Acca Larentia , diventata dopo la svolta di Fiuggi associazione "culturale", nonché del disciolto Movimento Politico di Maurizio Boccacci e dell’ organizzazione internazionale neonazista Hammerskin. I materiali propagandistici della loro organizzazione, i libri inneggianti al Nazismo fino a cd musicali di formazioni nazi rock si diffusero rapidamente soprattutto tra i più giovani che frequentavano le sale giochi nei quartieri periferici. Riuscirono a contare tra le loro fila fino a 15/20 unità, con un’età che andava dai 16 ai 23 anni. Le prime aggressioni verbali verso compagni avvennero ben presto, inaugurando così un periodo contrassegnato da provocazioni continue che spesso portarono anche allo scontro fisico. Tra il ‘95 e il ‘97 si verificarono anche due attentati incendiari contro la sezione locale di Rifondazione Comunista. Nel ’97, in seguito all’operazione della Digos contro Hammerskin, in cui vennero arrestati due militanti dei T.S., il gruppo comincia a sfaldarsi. Molti di loro trovandosi con la Digos che gli dava il buongiorno la mattina ritennero opportuno rimettere in discussione il loro stile di vita. Fatto sta che gli attentati alla sede del PRC restano tutt’oggi impuniti, visto che le indagini della Questura di Tivoli non hanno portato ancora a nessun esito. Parallelamente al fenomeno dei Tibur Skinheads, si assiste alla radicalizzazione di Azione Giovani, movimento giovanile di Alleanza Nazionale, che non avendo digerito bene la svolta di Fiuggi, dopo una serie di contrasti con la dirigenza di A.N., decide di staccarsi e creare un nuovo gruppo, la Gioventù Nazionalpopolare (GNP). La GNP si appoggerà logisticamente alla sezione locale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, supportandolo anche nelle elezioni amministrative. A differenza dei Tibur Skinheads, la GNP si ricollegava direttamente all’estrema destra anni ’70. La loro attività principale era produrre e affiggere necrologi dedicati ai loro "martiri", caduti per difendere l’Europa dal comunismo. Ma non fecero mancare nelle loro continue affissioni riferimenti all’ "eroismo" di Rudolf Hess, alla denuncia del "complotto giudaico massonico", per non parlare poi dell’ "onore" che attribuivano al nazista Erik Priebke . L’amministrazione comunale raramente si fece promotrice della rimozione dei quei manifesti infami, e spesso erano i singoli compagni che si facevano carico di staccare dai muri della città quelle porcherie. Intorno al ’98 anche la Gioventù Nazionalpopolare si scioglie, una parte dei militanti aderirà a Forza Nuova, che si era già radicata nel comune di Guidonia, gli altri invece, avvalendosi anche della collaborazione di ex Tibur Skinheads, decidono di mettere in piedi un progetto alternativo. Questo progetto prende il nome di Comunità Militante Tiburtina (C.M.T.), una sigla, quella di Comunità Militante, che ricorre spesso nell’attuale arcipelago dell’estrema destra. L’obiettivo della C.M.T. era quello di costituire un nucleo di intervento sociale e politico, che si possa avvalere della collaborazione non solo di tutti i "camerati", a prescindere dallo schieramento partitico, ma anche di tutti quei soggetti attenti a vedere il sociale sotto una determinata angolazione. Alla destra, sia a quella istituzionale sia a quella extraistituzionale, è sempre mancata una grande rete di associazioni culturali sociali e ricreative, e proprio negli anni novanta, con lo sdoganamento dei neofascisti, con l’entrata al governo di AN, si creano le condizioni, anche per la destra più estrema, di uscire allo scoperto e vomitare le loro immondizie con più disinvoltura, e soprattutto con un numero maggiore di coperture istituzionali. Del resto anche la vigilanza antifascista si era notevolmente abbassata. La C.M.T. quindi diviene l’attore principale per la costruzione di una forte destra sociale nel territorio della Valle dell’Aniene. I militanti della C.M.T. per prima cosa rinsaldarono i rapporti con A.N., operazione che non fu difficile considerato che parte di loro aveva legami di tipo famigliare con iscritti e dirigenti di Alleanza Nazionale, cercano anche contatti con i settori più retrogradi dell’associazionismo cattolico, particolarmente presenti nei paesi limitrofi, e, cosa alquanto particolare, cominciano a ammiccare anche verso i compagni. Gli ammiccamenti a sinistra, come buon senso vuole, non hanno avuto risposta, se non fermi inviti a togliersi dai coglioni, ma i militanti della C.M.T. non si fanno problema alcuno ad affiggere manifesti che proclamano solidarietà all’EZLN e al Subcomandante Marcos, al popolo palestinese, agli squatter torinesi e, dopo i fatti di Seattle del ’99, al movimento No Global. Avendo presente la storia del neofascismo italiano, questo atteggiamento non è del tutto inedito, si iscrive nella vecchia logica terzaposizionista, ma anche nella semplice prassi di una cooptazione di soggetti estranei per improbabili quanto deliranti convergenze. Questo atteggiamento causò inizialmente un’accesa polemica con Forza Nuova, molto più caratterizzata da un anticomunismo viscerale e da un integralismo cattolico senza compromessi, che si era radicata nel frattempo nel comune di Guidonia. Ma la controversia si attenuò da subito, considerato il peso che la C.M.T. stava assumendo nel territorio, soprattutto come cerniera tra la destra istituzionale e quella extraistituzionale. Le loro attività si intensificano nel corso degli anni. Nel gennaio del 2001 organizzano nella località di San Gregorio da Sassola (Rm), il campeggio "Con l’arpa e con la spada" (l’appuntamento viene ripetuto anche l’anno seguente), avvalendosi della collaborazione del parroco locale, noto per le sue posizioni antisemite. In quella sede avviano un ciclo di seminari sulla questione giudaico massonica, a loro avviso, fonte dei mali dell’umanità. Nel marzo 2001, grazie anche a finanziamenti della Regione Lazio, inaugurano nel centro storico di Tivoli la sede del loro centro culturale/libreria, denominata "Associazione Culturale Janus", che diviene ben presto un vero e proprio archivio della pubblicistica della destra radicale, oltre ad offrire ai vari frequentatori la consueta mercanzia nazistoide (busti di Mussolini, croci celtiche, magliette e spillette varie), ma anche libri provenienti dall’editoria di sinistra (nella vetrina della libreria Janus si trova in bella mostra La Banda Bellini, Shake edizioni, per esempio). Sempre nel 2001 si legano con il movimento Rinascita Nazionale e nel quotidiano omonimo pubblicano i loro appuntamenti e i loro interventi. La loro collaborazione si registra anche nell’emittente televisiva locale Tele Tibur e nel giornale Grillo Parlante, testate gestite da personaggi organici al Centro Destra. A tutt’oggi la presenza della C.M.T. nel territorio è costante, iniziative pseudo sociali, come il ripristino della festa della "Befana Tricolore" di missina memoria, si susseguono a presentazioni di libri dichiaratamente antisemiti. Nei muri della città compaiono sistematicamente scritte e manifesti inneggianti al Terzo Reich e a Rudolf Hess, che vengono rimosse dalla giunta solo dopo continue sollecitazioni della cittadinanza indignata. Ultimamente nella città di Tivoli la tensione è salita notevolmente, nella notte tra il 10 e l’11 novembre membri della Cominità Militante Tiburtina, hanno aggredito un compagno di 50 anni, portavoce dell’Associazione culturale "La Città dei Diritti", da sempre impegnato in lotta sociali autentiche. L’aggressione ai danni del compagno è stata la risposta, infame e vigliacca, tipica del loro stile, all’allontanamento che hanno subito dal corteo proPalestina dell’ 8 novembre, in cui tentarono di infiltrarsi. -
