
...Essendo stato dichiarata specie protetta sin dal suo apparire, il fascius ha sempre goduto di larga libertà d’azione, nonché di una certa protezione da parte delle autorità cittadine e delle forze dell’ordine, protezione che si è ulteriormente rafforzata con l’entrata in vigore della nuova legge sul maltrattamento degli animali. Ciò rende impossibile ai compagni qualsiasi azione volta a contenerne la logaritmica diffusione, sicuramente nociva all’equilibrio dell’ecosistema. Ogni iniziativa mirata ad ottenere quantomeno l’obbligo di dotarli di guinzaglio e museruola è miseramente naufragata a causa dell’indifferenza, quando non addirittura dell’aperto ostracismo, delle forze di pubblica sicurezza. Come fare dunque per eliminarli? Si potrebbe erigere un patibolo in piazza, una forca nuova per capirci, e ghigliottinarli tutti ma il taglio di così tante teste di cazzo rischia di suscitare vigorose proteste da parte dell’ Associazione Nazionale Urologi. Si potrebbe allora arrivare in città con dei grossi fucili per poi chiedere educatamente a qualche passante: “Scusi, a chi dobbiamo sparare?” Quando i fasci, col loro classico richiamo di caccia, risponderanno fieramente “ A noi!” si potrà aprire il fuoco e farla passare per una sorta di eutanasia. Al massimo s’incazzano la protezione animali, Piero Angela ed il professor Mainardi. Per le carcasse, successivamente, anziché improduttive esposizioni a piazzale Loreto, si propone un utilizzo alternativo. Essendo note le proprietà fertilizzanti della merda, si potrebbero sminuzzare i vari stronzi ed usarli per concimare estese apprezzamenti coltivati a marijuana. In nome dell’originalità, anziché fare, come di consueto, di ogni erba un fascio, si inizierebbe così a fare di ogni fascio un erba! FINE
