Notiziario: chiusi tre covi fascisti
E' sempre attiva ed incalzante in molte zone di Roma l'iniziativa dei proletari contro le carogne nere e i loro covi. Se i fascisti hanno creduto, con la campagna sul referendum e dietro la copertura della DC di poter ridare tranquillamente fiato a tutto il loro armamentario provocatorio, si sono illusi.Sulle parole d'ordine dell' antifascismo militante e del "MSI fuorilegge ce lo mettiamo noi e non chi lo protegge"' il movimento proletario si sta dando da fare. A Monteverde la sezione centrale di Zona del MSI di via Vidaschi 10 è andata bruciata tre volte nel giro di venti giorni ed ha subìto nello stesso periodo due assalti di massa conclusisi con la giusta punizione popolare dei due maggiori responsabili di zona: Rubei, segretario della Sezione e Giancarlo Carocci segretario circoscrizionale. Anche gli abitanti dei palazzi attigui al covo nero, non gradivano affatto la presenza dei fascisti. Nella Zona di Tivoli nel giro di una stessa notte sono andate distrutte due sedi di Ordine Nuovo, quella del Circolo Drien La Rochelle e quella di Montecelio, che la polizia, nonostante la messa fuorilegge di questo movimento, non aveva provveduto a chiudere. Sempre a Tivoli il 24 aprile nel corso di una manifestazione antifascista alcuni proletari, staccatisi dal corteo, provvedevano ad inseguire e punire alcuni fascisti del suddetto Circolo La Rochelle. Sulla Tiburtina non sfuggiva ai proletari un'adunata nera nella sede missina presieduta da Saccucci: la riunione è stata bruscamente interrotta. Anche sulla Prenestina ai proletari non è andato giù che proprio il 25 aprile provocassero gli abitanti del quartiere con la loro propaganda. Dopo essere stati dentro il loro covo, interveniva a proteggerli con un forte schieramento la polizia, ma questo non impediva che alcuni di loro fossero spediti all'ospedale.
da 'Rivolta di classe', maggio '74
